Avete deciso di lavorare sul brand. Adesso dovete scegliere con chi. Il mercato offre: grandi agenzie pubblicitarie, consultorie di brand, design studio, freelancer, agenzie digitali che fanno "tutto".
Come scegliete? La risposta inizia con una domanda: quale problema state cercando di risolvere?
La prima distinzione: strategia vs esecuzione
Non tutti quelli che parlano di brand fanno lo stesso lavoro. Alcuni fanno esecuzione (disegnano il logo, costruiscono il sito). Altri fanno strategia (definiscono il posizionamento, costruiscono la brand platform). La maggior parte fa esecuzione senza strategia. Pochi fanno entrambi.
Per una PMI B2B che vuole risultati sostenibili, avete bisogno di strategia prima. L'esecuzione senza strategia produce cose belle che comunicano il messaggio sbagliato.
Le 6 domande da fare a un consulente di brand
1. "Hai esperienza con PMI B2B nel mio settore o simile?"
Un consulente che ha fatto solo brand consumer o startup farà fatica con la dinamica B2B industriale.
2. "Cosa include il tuo lavoro e cosa non include?"
Capite esattamente cosa ottenete: solo strategia? Identità visiva? Implementazione? Sito?
3. "Come misuri il successo del lavoro?"
Se la risposta è "visivi belli" o "feedback positivo", scappate. Volete risultati di business: posizionamento più chiaro, lead più qualificati, capacità di alzare i prezzi.
4. "Mostrami un caso studio di un progetto simile al mio"
I case study rivelano quello che un consulente davvero fa, non quello che dice di fare.
5. "Come lavoriamo insieme? Chi dalla mia parte deve essere coinvolto?"
La brand strategy richiede conoscenza profonda dell'azienda. Un bravo consulente coinvolge il fondatore, non solo il team marketing.
6. "Cosa succede dopo il progetto? Chi mantiene il brand?"
Una brand strategy senza manutenzione si degrada. Cosa offre il consulente per mantenere la coerenza nel tempo?
I segnali d'allarme
- Propone un logo senza chiedere del posizionamento
- Usa termini come "storytelling" e "brand awareness" senza collegarli ai risultati di business
- Non ha case study di clienti B2B
- Non chiede dei vostri clienti, del vostro mercato, della vostra concorrenza
- Si concentra sull'estetica prima della strategia
I segnali positivi
- Inizia con una fase di discovery/diagnosi
- Fa domande scomode su perché i clienti vi scelgono (o non vi scelgono)
- Parla di posizionamento prima di parlare di visivi
- Cita risultati specifici di clienti passati (lead, aumenti di prezzo, espansione)
- Ha esperienza nel vostro tipo di mercato
La conclusione che conta
Scegliere un consulente di brand è scegliere un partner strategico. La relazione dura mesi e impatta l'azienda per anni. Scegliete basandovi sulle domande che vi fanno, non solo sul portfolio.
